|
Adolescenti in rete: rischi e pericoli
Pubblicato il 30/08/10 | da Elvio Rossi
I servizi internet più utilizzati e graditi dalle giovani utenze sono il bersaglio più privilegiato dai criminali informatici con servizi ed attività truffaldine e false richieste di amicizia con lo scopo di estorcere dati sensibili o false promesse di servizi.
Ormai accade sempre più spesso, i servizi internet più utilizzati e graditi dalle giovani utenze sono il bersaglio più privilegiato dai criminali informatici con servizi ed attività truffaldine e false richieste di amicizia con lo scopo di estorcere dati sensibili o false promesse di servizi.
McAfee, la più grande e famosa azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, ha commissionato, e recentemente diffuso, una ricerca dal titolo “La vita segreta degli adolescenti” effettuata nel periodo che va dal 4 al 17 maggio 2010. Lo studio ha coinvolto un campione di 955 giovani americani (dai 13 ai 17 anni) e rivela il comportamento dei teenager americani e le azioni di competenza dei propri genitori.
I risultati della ricerca sono stati organizzati in base ad età, sesso, razza e vari altri fattori, essa evidenzia i reali pericoli e le preoccupanti vulnerabilità con cui si scontrano gli adolescenti quando sono collegati ad internet.
Mentre i principali pericoli percepiti dai genitori sono quelli di insegnare i rischi derivanti dall’alcool o saper gestire casi di bullismo a scuola, non vedono sostanziali fonti di pericolo sui collegamenti on line dei loro figli.
Diversamente, la ricerca dimostra quanto ben più pericolosi siano i gesti dei teenagers effettuati senza pensare o senza la percezione di un ipotetico pericolo. Secondo McAfee infatti:
- i teenager parlano con estranei dando informazioni personali e forniscono molte più informazioni di quelle consentite
- il 69% di adolescenti dai 13 ai 17 anni effettua aggiornamenti del proprio stato sui social network divulgando anche la propria posizione esatta
- il 28% dei teenager chatta con persone che non conosce nel mondo offline rivelando alcuni dati personali, quali:
- il 43% il comunica proprio nome
- il 24% il proprio indirizzo email
- il 18% invia foto personali
- il 12% il numero di cellulare
- ie ragazze sono più propense dei ragazzi a chattare con le persone che non conoscono
Un esperto dichiara:
“I ragazzi sanno che non devono parlare con gli estranei, è una delle prime cose che vengono loro insegnate. Ma online c’è un senso di fiducia e anonimia che permette loro di abbassare la guardia. I ragazzi non darebbero mai il loro nome ed indirizzo ad un estraneo nel mondo reale, è quindi allarmante vedere quanti giovani fanno tranquillamente queste cose online”.
Quest’anno il fenomeno del cyberbullismo è stato oggetto di molti articoli sui giornali, con storie di adolescenti e ventenni perseguitati on line, finiti anche con tragiche conseguenze. Il 65% conosce qualcuno che ha commesso atti simili o che ha ricevuto informazioni malvagie via web (email anonime, pettegolezzi online, diffusione di informazioni private senza autorizzazione o informazioni offensive).
Malgrado questo, il fenomeno del cyber bullismo resta: circa il 50% degli adolescenti e non sa come comportarsi se subisce attacchi di questo tipo.
Va anche considerato che molti ragazzi accedono al web da fuori casa ed è impossibile tenerli sotto controllo. La risposta giusta quindi non sta nel tenere il computer di casa sorvegliato, ma bisogna educare i ragazzi a cautelarsi mentre utilizzano Internet, anche quando sono lontani dalla supervisione degli adulti. I numeri sono chiari:
- l'87% dei giovani utilizza il web da qualsiasi parte, tranne che a casa
- il 54% vi accede dalla casa degli amici o di altri familiari
- il 30% vi accede tramite il cellulare e il 21% tramite i videogame
- il 23% va online da qualsiasi parte con la rete Wi-fi
Oltretutto i giovani nascondono quello che fanno online, circa il 40% dichiara di non raccontare ai genitori quello che fanno sul web e che cambierebbero il loro atteggiamento se i genitori sapessero delle loro azioni.
Ad ulteriore chiarimento diamo altri numeri:
- il 38% dei ragazzi chiude o riduce il browser quando i genitori entrano nella loro stanza
- il 32% cancella la memoria del browser dopo l’utilizzo
- il 55% dei teenager dai 13 ai 17 anni nasconde ciò che fa online ai genitori
- uno su quattro è responsabile di aver infettato il Pc di casa
- mentre molti ragazzi utilizzano Internet per effettuare delle ricerche o comunicare con gli amici, il 60% di loro vedono o scaricano file che possono portare a download pericolosi o ad altre minacce che mettono a rischio il computer della famiglia.
- più di un quarto dei giovani ha permesso che virus, spyware o altri software maligni infettassero il computer di famiglia
- circa la metà degli adolescenti ammette di scaricare musica o video da servizi gratuiti, che è ancora peggio che infettare il computer di casa con bachi, virus, ad-ware, spyware o backdoor perché permettono a persone esterne l’accesso al computer
- il 16% dei ragazzi dai 16 ai 17 anni hanno scaricato contenuti vietati ai minori
Come me, molti genitori pensano di avere il controllo sui contenuti che i figli guardano online, ma questa ricerca evidenzia che i genitori devono fornire un maggiore supporto ai loro figli, aiutandoli ad assumere comportamenti online più corretti e consapevoli. L’educazione quindi è un aspetto fondamentale per la loro e la nostra sicurezza.
Meditiamo quindi, un saluto
Link:
http://www.stampolampo.it/dblog
Pubblicato da:

Vai
alla versione stampabile della notizia -
Crea PDF di questa news
Torna all'indice delle notizie Internet
|